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4ottobre2008

CONTRO TUTTI I RAZZISMI - email: stoprazzismo@libero.it - tel: 0552302015 - 0670302626 - 3347274379

Socialismo Rivoluzionario - Editoriale "La Comune" 110

abbiamo un sogno rivoluzionario

UNA COMUNITÀ UMANA

CONTRO TUTTI I RAZZISMI

 

Intravediamo cronache di un futuro possibile. Le comunità e le minoranze che risiedono o passano in queste terre si incontrano, si conoscono e si scambiano, doni reciproci di pace e fratellanza, di rispetto e comprensione. Dialoghi serrati dove i corpi e i tratti somatici dicono assieme alle parole delle sorprendenti assonanze non meno che degli intricati nodi da sciogliere. Generazioni diverse si mischiano e si combinano, si raccontano e si insegnano, si spalleggiano e si contraddicono, si ri-conoscono vicendevolmente nelle radici antiche misteriosamente affascinanti. L’insorgere gioioso e serio di questa Babele appena cominciata è già gonfio di un avvenire promettente e problematico, mentre è carico di un passato triste che ancora non passa. Deflusso multicolore, caotico e funky dal Palasport, guazzabuglio etnico e dialettale segnalato dappertutto, diverse sinistre osservano stupite e moderano la loro tradizionale litigiosità: c’è qualcosa di nuovo e più importante per cui impegnarsi. Una donna senegalese insiste che bisogna continuare e concretizzare, trovare il modo, un anziano pachistano la osserva e sembra annuire, un adolescente cingalese si infiamma ma un saggio rom lo tiene a freno, una ragazza della Garbatella suggerisce un luogo dove vedersi in settimana, una giovane iraniana sgrana gli occhi e silenziosamente organizza l’appuntamento. Intanto gracchia un giornale radio: il governo di centro qualcosa è costretto a mitigare le misure di schedature contro
gli immigrati...

Torniamo, con questo sogno di impegno e di lotta, alle cronache drammatiche del presente per capirne il significato e provare a fronteggiarlo. Il razzismo dilaga nel belpaese, come una macchia d’olio superficiale ma tenace, appiccicosa, sporca, odiosa, pericolosa, spesso letale. È un veleno sparso dall’alto, dai poteri oppressivi così ipocritamente confluenti, così vergognosamente bipartisan, con il sovrano di centrodestra inseguito dagli sceriffi di centrosinistra nella caccia agli “irregolari”. Padroni e politici parlamentari hanno bisogno di manovalanza a basso costo, usa e getta, per i lavori più pesanti ed umili, sfruttano senza pietà i nuovi schiavi escludendoli dal loro demos nazional-popolare. Perciò scatenano le loro forze di polizia, schierano l’esercito e tollerano bande fasciste e teppisti improvvisati in difesa di un potere sempre più oppressivo e prepotentemente totalitario che arresta, reprime, picchia e processa immigrati, antirazzisti e trasgressivi in genere, presunti o reali. Ma questo veleno si diffonde dal basso, viene assunto e trasmesso dall’operaio del nord iscritto alla CGIL e leghista dell’ultima ora, dalla casalinga emiliana che ovviamente vota PD, dal giovane dei quartieri spagnoli che non vota e spera nella camorra.

Il razzismo democratico è popolare: amaro condimento di illusioni meschine, espressione rabbiosa di una sudditanza volontaria basata sul particolarismo misero, sulla logica padronale indotta dall’abitudine (anche) televisiva, sulla tensione malefica ad arraffare subito tutto il possibile, cacciando e demonizzando gli “altri”. Persino nelle comunità immigrate oltre al comprensibile timore che serpeggia, si insinua la tentazione a sottomettersi per scelta, casomai combinata con pregiudizi a loro volta razzisti verso altre comunità.

La visione gretta di questo razzismo scaturisce da un egoismo di corto respiro ma denso di orride conseguenze: porta alla protervia nazionalista, si intreccia alle logiche e pratiche guerrafondaie tipiche dello Stato italiano, sfocia nello sciovinismo e nella xenofobia, si sposa alla reazione patriarcale e maschilista contro le donne, si combina alle frustrazioni sessuofobiche e omofobe, ignora e trascura la bellezza e la ricchezza dell’infanzia e della vita della specie tutta. Insomma non porta a nulla di buono per le persone che cercano di cambiare in meglio la propria esistenza.

Lo hanno intuito tanti fratelli e sorelle immigrati, tante persone comuni, le compagne e i compagni più attenti e sensibili, la gente di buona volontà che non si limita a credere nell’Aldilà, qualche intellettuale ed alcuni artisti che credono ancora nell’impegno civile, tante avanguardie spontanee e coraggiose che animano le province e le periferie di questo paese, i protagonisti immaginifici e tenaci di una sinistra diffusa stanca di aspettare la linea da un partito che non c’è. Iniziano a saperlo, reagiscono e assieme a noi prendono l’iniziativa, la riempiono di contenuti. Lo hanno capito quelle forze organizzate, di provenienza umanista o libertaria, che prontamente hanno risposto al nostro appello: unendoci abbiamo dato vita al comitato promotore per una manifestazione nazionale antirazzista. Più tardivamente stanno reagendo gruppi di obbedienza marxista che hanno cominciato ad aderire, speriamo che altre formazioni della sinistra sociale, sindacale e politica seguano questo esempio e si ingaggino conseguentemente.

La manifestazione del 4 ottobre può essere un passaggio significativo di un’iniziativa che deve diventare stabile, battente, creativa diffusa, è parte di un impegno essenziale che concerne il presente e il futuro di noi tutti, che riguarda i motivi più concreti e importanti della fase che viviamo: il riconoscimento e la rivendicazione della nostra comune umanità e degli inalienabili diritti delle comunità che la compongono, delle diversità, del dialogo e della fratellanza che possono renderci donne ed uomini liberi e migliori, contro ogni razzismo.

È cominciato un percorso che può insegnarci e prefigurare un nuovo modo di essere a sinistra, schiudere una prospettiva unitaria di pensiero e di azione per il bene comune che si rafforzi e si arricchisca anche nel confronto leale tra differenti principi ed opzioni.

La lotta muove i suoi primi passi, verso il 4 ottobre oltre il 4 ottobre, sarà lunga e difficile ma si nutre di un sogno e proverà a realizzarlo.

 

6 settembre 2008

Dario Renzi  

Editoriale pubblicato su La Comune n. 110 


Roma - 24/09/08 Assemblea al comune

Oggi, 24 SETTEMBRE, presso la SALA DEL CARROCCIO, in Campidoglio, si è
svolta L'ASSEMBLEA del personale del Comune di Roma, convocata dalle sigle
del sindacalismo di base presenti al Comune di Roma, quali reteComune,
U.S.I. e RdB.

In una sala colma in ogni ordine di posti i presenti hanno votato all'unanimità
l'adesione e la partecipazione allo sciopero generale del 17 ottobre contro
la manovra economica del governo.

I PARTECIPANTI ALL'ASSEMBLEA HANNO ADERITO ANCHE ALLA MANIFESTAZIONE
NAZIONALE CONTRO OGNI FORMA DI RAZZISMO DEL 4 OTTOBRE P.V..


26/09/08 - Da Firenze.....

Oggi (26/09/08 n.d.r.) a Firenze, in Piazza s.Lorenzo, una delle piazze simbolo della repressione razzista che le istituzioni operamno in città, si è svolta una conferenza stampa indetta dal comitato promotore fiornetino per il 4 ottobre.
Erano presenti SR, PU e CdC.Sono intervenuti giornalisti di NovaRadio (la radio dell'ARCI a Firenze), ControRadio (la radio della sinistra storicamente a Firenze, parte del network di Radio Popolare), alcune tv locali (Rete 37 che edita, con il circuito Italia 7 il TGT - tele giornale Toscana - che è il principale tg locale dopo Rai Tre, poi Antenna Toscana 5, Canale 10, e Toscana TV, oltre ad una giornalista della redazione locale L'Unità.
Abbiamo rilasciato interviste, distribuito cartelline stampa informative e preso contatti con i giornalisti presenti (Contro Radio ad esempio ci ha promesso un collegamento anche dalla piazza a Roma).
Credo che sia un'esperienza importante per tutti i comitati promotori che possono organizzarla anche nella prossima settimana.

Saluti, Jacopo


Lo Straniero-Train de Vie

Lo Straniero-Train de Vie

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http://www.myspace.com/traindeviefolkband

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Ma la gente che ti osserva e vede l'abito straniero
a volte parla sottovoce, dice cosa non gli piace,
chi mi ascolta in santa pace per me è portator di luce,
speranza e realtà,
speranza e realtà.

Mi urlan "matto da legare" ma son solo un sognatore,
non son matto e so ascoltare, vanno in giro a raccontare
storie false sul mio conto, ma io sorrido,
io sorrido perchè

Son straniero, non son stronzo,
straniero libero,
straniero libero.

Hebla tablajia yen'a en la caje
porqué y stoy aqui de la rumba.

Ma certe notti nella vita se c'hai freddo e c'hai paura
c'è chi grida alle tue spalle e non ti crede alla parola,
certe notti nella vita c'è chi muore e chi comanda,
c'è chi muore e chi comanda.

Ma la gente quando parla parla solo per far male,
a volte parla solamente per recare dispiacere,
chi mi ascolta in santa pace per me è portator di luce,
speranza e realtà,
speranza e realtà.

Mi urlan "matto da legare" ma son solo un sognatore,
non son matto e so ascoltare, vanno in giro a raccontare
storie false sul mio conto, ma io sorrido,
io sorrido perchè

Son straniero, non son stronzo,
straniero libero,
straniero libero.

Hebla tablajia yen'a en la caje
porqué y stoy aqui de la rumba.

Ma certe notti nella vita se c'hai freddo e c'hai paura
c'è chi grida alle tue spalle e non ti crede alla parola,
certe notti nella vita c'è chi muore e chi comanda,
c'è chi muore e chi comanda.


Lucy

Femministe, antirazziste da sempre

 

Il pregiudizio, l’esclusione e la violenza verso lo “straniero” funestano la specie umana da un tempo persino più lungo di quello dell’oppressione del genere femminile, che pure dura da più di cinquemila anni. Sono due orrendi vizi che hanno molti punti in comune.

Per noi femministe rifiutare e contrastare ogni forma di razzismo è da sempre parte integrante e irrinunciabile della lotta contro il patriarcato. Le nostre sorelle che centocinquanta anni fa iniziarono la lunga rivoluzione femminista erano attiviste antischiaviste e antirazziste convinte e generose.

Conosciamo bene le caratteristiche e le conseguenze della discriminazione e dell’esclusione, conosciamo bene l’ideologia e la pratica di chi si presume “superiore”, conosciamo bene anche l’ipocrita condiscendenza – altrettanto insopportabile – del maschilismo democratico e del razzismo democratico delle istituzioni statali e politiche e delle persone che ne condividono i disvalori.

Per tutto ciò, e molto altro ancora, noi femministe del Comitato di redazione di Lucy (pubblicazione che si occupa di antropologia, storia e femminismo) aderiamo e saremo presenti alla manifestazione nazionale antirazzista del 4 ottobre a Roma e lo proponiamo alle donne, ai gruppi e alle associazioni femministe in questo paese.

 

14 settembre 2008

Il Comitato di redazione di Lucy


Segni dei tempi

SEGNI DEI TEMPI
Facendo seguito al comunicato apparso sul n. 31 de “La piazza”, riprendo il “caso” dell’addetto alla sicurezza di Trenitalia, Dante De Angelis, licenziato prima che la comunicazione scritta gli giungesse, e diffidato, sotto minaccia di ricorso alla Polizia, di restare sul posto di lavoro, per aver denunciato due “spezzamenti” di eurostar avvenuti a luglio, e che dovevano rimanere celati all’opinione pubblica, per proteggere “l’”immagine” aziendale, come se essa non fosse abbastanza “sporcata” dalle ritirate ingorgate e senza acqua, dalle porte che non si aprono, dai fetori venefici del sistema frenante da quarto mondo, e da tutto quello che ogni utente sperimenta in prima persona.
Ho voluto riparlarne qui  per sottolineare come l’assatanamento aziendalista finisce per rovesciare totalmente i valori: chi dovrebbe essere tenuto stretto e premiato per aver svolto formalmente e sostanzialmente  il proprio compito funzionale, che nel caso specifico è legato all’interesse primario, universale ed indisponibile di salvaguardare la vita di tutti, dirigenti Trenitalia compresi, viene espulso come un sabotatore o un assenteista. Come se la strombazzata lotta per la sicurezza sul lavoro  fosse finita sulla luna. La mia indignazione è particolarissima, perché ho avuto  la fortuna d’avere Dante, un trentennio fa, a Velletri,  come alunno dello stesso istituto, e verificata costantemente una sintesi superiore fra slancio verso la giustizia e correttezza dei mezzi per realizzarlo.   E’ comunque segno stavolta di speranza che oramai molto più di mille fra  persone ed istituzioni, tra cui Dario Fo e Franca, Pancho Pardi, Umberto Guidoni, Diego Novelli, consiglieri di enti locali, personale di ASL, psicologi del lavoro, personale della Polizia, insegnanti, genitori di caduti sul lavoro, associazioni di consumatori, pendolari, precari, disoccupati, pensionati, di tutta Italia, e non solo, abbiano firmato per lui.  
Spostandoci più a sud, a Siracusa, qualcosa di simile. Pasquale Pedace, attivista dei diritti umani, che, trovandosi alla stazione di quella città durante un’operazione di polizia nei confronti d’immigrati, aveva verbalmente invocato dagli agenti il rispetto di quei diritti nei confronti di quelle persone, è stato arrestato.
Anche di fronte a questo episodio occorre ben capire la portata di un gesto simile di fraternità e legalità sostanziale, non riconosciuto come tale da un potere: chiunque difende i diritti dell’ultimo degli ultimi sta difendendo quelli di tutti, quindi anche i miei; la sicurezza sostanziale, vera, non quella “impacchettata”, è tale se è sicurezza di tutti; la legalità è tale se è uguale per e verso tutti.
Per chi volesse firmare per solidarietà a Dante c’è bazzoni_m@tin.it; a Pasquale socialismorivoluzionario@yahoo.it
PIER LUIGI  STARACE


Attacco alla diversità

Attacco alla diversità

di Vito Correddu

Associazione Umanista Help To Change

www.helptochange.org

 

Quello che si respira oggi nella società, alimentato dai mass media e da scelte populiste e scellerate degli ultimi governi, è un vero proprio attacco alla diversità.

Chi non si omologa ai dettami e alle sirene del sistema, chi non piega la testa di fronte alle ingiustizie, chi non accetta contratti di lavoro capestro, chi appartiene a religioni, culture e tradizioni diverse, chi ha un orientamento sessuale diverso, chi non ha un permesso di soggiorno, chi vive al di sotto della soglia di povertà è percepito come una minaccia e diventa il principale colpevole degli innumerevoli problemi che oggi attanagliano la nostra società.

Questo atteggiamento così avverso alla diversità non è il frutto di una deriva razzista, xenofoba, discriminatoria nella società.

I disvalori quali l'egoismo, l'individualismo, l'arrivismo, il nazionalismo, il razzismo, il conformismo erano già presenti, non sono un fenomeno nuovo. In questo senso questi disvalori non hanno fatto nuovi adepti negli ultimi anni. Ciò che c'è di nuovo in questo momento è che quelle forze progressiste che un tempo arginavano questi disvalori introducendo continuamente nuovi spunti di riflessione e discussione e contribuendo a mantenere alto il livello culturale di questa società, quelle forze progressiste, hanno smesso di compiere il loro prezioso lavoro, quelle forze progressiste si sono ammutolite. In questo senso hanno una grande responsabilità. Bisognerebbe dire che dappertutto, piuttosto che occuparsi di essere traino verso la costruzione di una società migliore, assistiamo ancora al totale disorientamento che ha procurato la caduta del muro di Berlino, come se quel muro rappresentasse allegoricamente l'ultimo argine a difesa dell'utopia di un mondo migliore. Se i segnali di questo fenomeno si potevano cogliere ancor prima, quel momento segnerà una spartiacque dove ciò che rimane è una certa e  triste nostalgia per i tempi andati.

In questo paesaggio che s'inserisce la Manifestazione Nazionale Antirazzista del 4 ottobre 2008 con la giusta pretesa di rompere questo clima così nefasto.

E' una manifestazione costruita dal basso, da quelle organizzazioni che umilmente e senza secondi fini si sono adoperate per la difesa dei diritti umani, per la difesa della diversità, trovando nell'umanesimo socialista, cristiano, esistenzialista e anarchico e universalista una fonte di ispirazione per reagire all'ingiustizia e guardare con altri occhi al futuro.

E' una manifestazione che esprime la diversità, la diversità etnica, religiosa, culturale e politica. Ed è per questo motivo che questa manifestazione continua ad essere taciuta dai mass media e osteggiata dalle grandi sigle sindacali o da quei partiti della “sinistra” che un tempo si trovavano in parlamento.

E' una manifestazione che si ricollega storicamente alla manifestazione del 3 febbraio '96 quando 50.000 persone scesero in piazza per contestare apertamente il Decreto Dini sull'immigrazione. Anche in quel momento quelle stesse forze oltre che disertare cercarono di boicottare, salvo poi fare il mea culpa il giorno dopo.

Questa manifestazione, certamente potrà dar fastidio a molti e molti vorrebbero che questa fallisca magari facendo in modo che qualche “imbecille” cominci a giocare con la polizia al “piccolo teppistello”, permettendo ai mass media di riempire il giorno dopo alcune pagine dei loro giornali con la descrizione di arresti e incidenti, alimentando ancora nell'opinione pubblica razzista e violenta la convinzione che gli immigrati e chi li difende sono un virus per questa società.

Questa manifestazione deve essere pacifica e soprattutto nonviolenta. Dovrà evidenziare la nonviolenza come risposta alla logica violenta di questo sistema quindi non solo per una questione di convenienza ma anche morale, dovranno essere isolati e “cortesemente”. espulsi dal corteo tutti coloro che intendono manifestare con altri intenti. Con questo voglio  pensare ai centinaia di immigrati che nella condizione di clandestini si troveranno fortemente esposti alle forze dell'ordine. Questi esseri umani coraggiosi ma privi del  permesso di soggiorno, l'ultima cosa di cui avrebbero bisogno è quella di assistere ed essere coinvolti in scontri violenti con la polizia.

In ultimo, se questa manifestazione è antirazzista non lo è solo per negare quell'atteggiamento negativo quale il razzismo ma anche per salutare l'immigrazione e la diversità come un elemento prezioso per questa società decadente affinché trovi nuovi modi di essere e di percepire l'esistente.